Visualizzazione post con etichetta Dante Alighieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dante Alighieri. Mostra tutti i post

venerdì 5 febbraio 2016

Dante Alighieri e la geologia: l’orgoglio latente di essere italiani

di Marco Romano
  
Tra gli illustri italiani che nei secoli precedenti hanno scritto di scienze naturali e geologia sensu lato, la penna più divina appartiene senza dubbio alcuno al Sommo Poeta: Dante.

Figura 1. Ritratto di Dante Alighieri (da De Marzo, 1864).
Durante di Alighiero degli Alighieri (1265-1321), bardo per eccellenza, padre della lingua italiana, filosofo, linguista, politico e molto altro. Dante capace di commuoverci con la delicatezza ed estetica dei versi immortali nella preghiera alla Vergine, il “Termine fisso d'eterno consiglio”, colei “che l'umana natura/ nobilitasti sì, che il suo Fattore/ non disdegnò di farsi sua fattura”. Dante capace di infiammarci con invettive roboanti, come quella contro Pisa “vituperio de le genti del bel paese là dove 'l sì suona”, e lamentando la lentezza dei nemici a distruggere questa novella Tebe, esorta a muoversi la “Capraia e la Gorgona” in modo che “faccian siepe ad Arno in su la foce,/ sì ch'elli annieghi in te ogne persona!”. Questo Dante è capace di stupirci ancora una volta, rivelando tra i suoi versi una profonda conoscenza anche del mondo naturale e di numerosi fenomeni che oggi definiremmo di carattere geologico.
D’altronde la Divina Commedia rappresenta a tutti gli effetti un compendio olistico della conoscenza o “canoscenza” umana (per dirla con le parole del Poeta) agli inizi del quattordicesimo secolo, spaziando dalla filosofia, teologia, medicina, scienze naturali, etica, politica, geografia, lettere, arti in generale e astronomia. Nei versi di Dante si trovano chiari riferimenti all’organizzazione degli esseri viventi con particolare riferimento al loro comportamento (etologia), utilizzata come sorgente primaria di metafore con implicazioni prettamente etiche. Tutti questi elementi di carattere scientifico e artistico non sono riportati in lunghi e tediosi discorsi accademici, ma risultano immersi qui e la in versi di rara bellezza e raffinatezza, spesso solo menzionati velocemente per stimolare la curiosità del lettore che volesse approfondirne e carpire il loro significato più profondo. Dopo la stagione dei poeti classici dell’antichità, possiamo affermare senza alcun dubbio che la profonda impressione esercitata dal mondo della natura nella mente umana inizia esattamente e definitivamente con l’opera di Dante. Questa caleidoscopica cornucopia di scienze e arti, che costituisce l’impresa quasi sovra umana che è l’opera di Dante, ha portato giustamente autori come Carlo Ossola a definire la Divina Commedia come la più gremita enciclopedia del mondo medievale.