mercoledì 4 settembre 2013

Le canne d'organo a Belvedere Marittimo (CS)

di Anna Rosa Scalise

A Belvedere Marittimo, nel tratto di costa tirrenica cosentina, tra la località di Piano delle Donne, a nord, e la foce del torrente Sangineto, a sud, singolari forme erosive di straordinaria bellezza e particolarità sono la testimonianza di processi di modellamento della superficie terrestre intensi e veloci che conferiscono a questo territorio un fascino particolare.





L’area è caratterizzata da terrazzi marini profondamente incisi, costituiti da depositi sabbioso-conglomeratici, che si sviluppano in scarpate verticali di circa 25-30 metri sul livello del mare. Le caratteristiche sedimentologiche di questi terrazzi sono diverse: l’area che si estende da nord sino all'abitato della Marina di Belvedere è costituita da sabbie gialle con livelli di ciottoli, mentre quella a sud da conglomerati con livelli sabbiosi. Le sabbie, giallastre, sono poco coerenti, non contengono fossili e presentano livelli conglomeratici, bruni o bruno-rossastri, di spessore variabile. I clasti, ben arrotondati, sono costituiti prevalentemente da rocce ignee e metamorfiche.
I conglomerati ocracei, di età pleistocenica, si evidenziano in banchi particolarmente compatti con frequenti livelli sabbiosi, con clasti ben arrotondati la cui dimensione è dell’ordine massimo di 10 cm. Frequenti i livelli sabbiosi.

 


Gli studi condotti in passato, nell'ambito del Progetto Finalizzato Geodinamica, sottoprogetto Neotettonica, del CNR, sulla dinamica della fascia costiera della Calabria settentrionale e della catena retrostante, hanno individuato degli intervalli di tempo in corrispondenza dei quali gli eventi neotettonici hanno esplicato la loro azione. In un intervallo compreso tra 3 e 0.7 Ma, la parte meridionale della catena costiera ha manifestato una costante tendenza al sollevamento, mentre i bacini di sedimentazione marina sono stati inizialmente sottoposti ad un’intensa subsidenza e, successivamente, a sollevamenti più o meno marcati. L’attività dei sistemi di faglie è stata importante nell'area del fiume Lao, a nord, ed in quella di Sangineto, a sud. 
In un altro intervallo di tempo, compreso tra 700.000 e 20.000 anni fa, è continuata la fase di tendenza al sollevamento ed i sistemi di faglie nord-sud si sono manifestati ancora più marcati.

La risposta in termini di adattamenti e modificazioni del paesaggio di tipo geologico e geomorfologico sia ai sollevamenti che alle litologie interessate, ha dato luogo alla formazione di terrazzi marini soggetti ad erosione accelerata.
La classica manifestazione di tale erosione è rappresenta dai calanchi, che si formano prevalentemente su rocce argillose in quanto sono scarsamente permeabili e facilmente erodibili a causa delle piccolissime dimensioni dei clasti di cui sono costituite. Poiché in questi terreni l’infiltrazione è quasi nulla, il ruscellamento superficiale è molto intenso ed aggressivo e si generano, pertanto, sistemi di drenaggio estremamente densi e profondamente incisi, caratterizzati da solchi molto profondi, separati da creste spesso acuminate. 


In questo territorio ad essere interessate da questo fenomeno sono, invece, litologie sabbiose; ciò è da ricondurre all’intensa attività neotettonica, che ha determinato sollevamenti di entità tale da “ringiovanire” continuamente la morfologia e, conseguentemente, l’assetto idrografico. L’effetto combinato di questi fattori morfogenetici ha indotto fenomeni erosivi di tipo calanchivo anche in sedimenti assai meno erodibili e significativamente più permeabili di quelli argillosi quali sono le sabbie. La granulometria di queste ultime, unitamente ad alcune delle caratteristiche fisiche e delle proprietà meccaniche, ha “guidato” un’erosione calanchiva definita “a canna d’organo” perché presenta, sia nei solchi che nelle creste di separazione tra essi, forme significativamente arrotondate.

Le forme più evidenti e spettacolari caratterizzano le aree di Santa Litterata e di Vallecupo a nord dell’abitato di Belvedere Marittimo.
L’urbanizzazione intensiva che si è estesa sia a nord che a sud dell’abitato di Belvedere Marittimo, che rappresenta un esempio di cattiva politica di gestione del territorio, non ha lasciato che pochi testimoni isolati di questo patrimonio naturale.


Non vi è dubbio che queste forme calanchive “a canna d’organo” sono rappresentative di un geosito areale, estese come sono per oltre 10 chilometri lungo una superficie superiore ai 7 kmq, che è parte integrante del Patrimonio Geologico ma che è anche Patrimonio Culturale del quale va compresa a pieno la valenza, al fine sia di consentirne ed indirizzarne la fruibilità che di tutelarne e salvaguardarne l’integrità.