domenica 5 dicembre 2021

Resoconto del Convegno “Traforo ferroviario del Frejus (1853-1871). 150 anni dall’inaugurazione”

di Mattia Sella

La notte di Natale del 1870 cadeva l’ultimo diaframma del traforo ferroviario del Fréjus, che collega Modane a Bardonecchia. Iniziato nel 1857, con il fondamentale sostegno di Camillo Benso conte di Cavour, l’opera era stata conclusa in soli 13 anni e mezzo, rispetto ai 25 anni previsti all’inizio, grazie all’utilizzo della perforatrice idropneumatica messa a punto dall’Ing. Germaine Sommeiller. L’inaugurazione si tenne l’anno successivo, il 17 settembre 1871, a Bardonecchia.

La «gran muraglia della Cina che son le Alpi dal Cenisio al Brennero», come le descriveva in modo efficace Quintino Sella, era stata finalmente attraversata da un tunnel ferroviario. Nella seconda metà dell’Ottocento la rete ferroviaria che si stava sviluppando in Europa aveva trovato un severo ostacolo nella barriera delle Alpi; si cominciò, pertanto, a sviluppare progetti che permettessero di attraversarle con dei trafori. Per realizzare quelle opere, oltre al contributo dei progettisti e degli ingegneri, è stato fondamentale quello dei geologi.

Per commemorare questo evento l’Accademia delle Scienze di Torino ha organizzato nella Sala dei Mappamondi, il 6 e 7 ottobre, il convegno: Fréjus 150 (1871-2021). Per il 150° anniversario del Traforo del Fréjus.

Merita ricordarlo anche nell’ambito della Sezione di storia delle Geoscienze della Società Geologica Italiana, perché nella prima giornata i relatori hanno presentato delle relazioni sia su temi storici sia su temi geologici.



Questo il programma:

IL TRAFORO DEL FRÉJUS E I PRIMI TRAFORI TRANSALPINI

Chairman Amalia Bosia, Accademia delle Scienze

La Reale Accademia delle Scienze e la sfida del Fréjus

Mario Alberto Chiorino, Accademia delle Scienze & Politecnico di Torino

Il Traforo del Fréjus e la nascita dell'Art of Tunnelling
Sebastiano Pelizza, Accademia delle Scienze & Politecnico di Torino

Quintino Sella tra scienza e politica: i trafori ferroviari transalpini, il Fréjus e il San Gottardo
Mattia Sella, Accademia delle Scienze & Fondazione Sella

Geologia del territorio nell’Ottocento e sue applicazioni ai grandi tunnel transalpini
Giorgio Vittorio Dal Piaz, Accademia delle Scienze

Ricadute sociali, economiche e politiche delle reti ferroviarie e dei primi trafori transalpini
Stefano Maggi, Università di Siena

TRANSALPINE RAILWAY BASE TUNNELS: 150 YEARS OF GEOLOGICAL CONTRIBUTIONS

Chairman Rodolfo Carosi, Accademia delle Scienze & Università di Torino

Geological studies for the Simplon tunnel
Claudio Rosenberg, Sorbonne Université, Paris

Geological studies of the Lyon-Turin cross-border section: Italian side
Marco Gattiglio, Università di Torino

Geological environment of the Fréjus and Lyon-Turin tunnels: structural issues in the framework of Alpine polyphase orogeny
Thierry Dumont, Université Grenoble-Alpes

Gotthard base tunnel: forecast and finding
Peter Guntli, Sieber Cassina + Handke AG, Chur

Geological and structural setting of the Brenner railway base tunnel 

Matteo Massironi, Università di Padova

Innovative 3D/4D geological modelling of tunnels and underground infrastructures
Andrea Bistacchi, Università di Milano – Bicocca

Nella seconda giornata (giovedì 7) sono intervenuti i presidenti e i chairman delle principali società europee che lavorano nel campo delle ferrovie e, in particolare, dei tunnel. Le relazioni sono state più tecniche, di ingegneria e di strategie per lo sviluppo futuro delle ferrovie e dei tunnel.

Il ruolo di Quintino Sella, che dieci anni dopo l’inaugurazione del Fréjus fonderà con Giovanni Capellini la Società Geologica Italiana, è stato fondamentale sia nel progetto del Fréjus sia in quello del San Gottardo. Sella aveva seguito il traforo del Fréjus soprattutto come ingegnere del Regio Corpo delle Miniere. In un intervento alla Camera, nel mese di giugno del 1871, segnalando l’esperienza e la competenza degli operai del Fréjus afferma: «In tutte le cose tecniche la pratica è un elemento importantissimo, ed a me, come ingegnere delle miniere, lasciate ricordare che tra un minatore, il quale sappia dirigere il suo foro di mina, e un minatore, il quale faccia il foro senza studiare la roccia […] c’è differenza grandissima negli effetti che producono».

Egli seguirà, invece, il progetto del traforo del San Gottardo (1872-1882) principalmente nel suo ruolo politico come Ministro delle Finanze (governo Lanza) fino al 1873, poi come capo della Destra dal 1876 al 1878. Il sostegno richiesto all’Italia a fondo perduto era molto oneroso, il doppio di quelli richiesti alla Germania e alla Svizzera sommati. La legge che ratificava il finanziamento dell’Italia per le spese del San Gottardo fu approvata il 3 luglio 1871 grazie al lungo e convincente discorso che era stato pronunciato da Sella alla Camera dei Deputati il 13 giugno.


Il monumento ai realizzatori del Traforo del Frejus in Piazza Statuto a Torino

Per saperne di più:

https://www.accademiadellescienze.it/event/43e8aedf-e46e-4fa4-93a2-79c2016ea33b

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