mercoledì 26 marzo 2014

1863-1865: Atlas der Alpenländer, di Johann Georg Mayr

di Fabiana Console e
Marco Pantaloni

Con l’Unità d’Italia le Alpi acquistarono una valenza di confine fondamentale nella nuova realtà di stato unitario, un confine da marcare con i simboli della nazione e da difendere con confini militari affidabili.
Ma fu nello stesso periodo che le Alpi iniziarono a essere studiate, visitate e descritte in modo sistematico da naturalisti e geologi per i quali l'ascensione del Monte Bianco compiuta da De Saussure rappresentò una svolta epocale e fu preludio degli approfonditi rilievi cartografici di stampo topografico prima e geologico poi che furono compiuti fra l’Ottocento e il Novecento da alpinisti-geografi.
In questo contesto la prima edizione dell’Atlas der Alpenländer di Johann Georg Mayr (Brixlegg Tirol, 1800 – Monaco, 1864) non può che rappresentare un passo in avanti nello studio sistematico della zona poiché rappresenta l’inizio di una nuova concezione del territorio alpino.
Questo pregevolissimo Atlante dei Paesi Alpini, oggi digitalizzato e a breve disponibile al download sul sito della Biblioteca ISPRA, comprende la cartografia dei territori della Svizzera, la Savoia , il Piemonte, il sud della Baviera, il Tirolo, Salisburgo, l’Austria, la Stiria, l’Illiria ed il Nord Italia, in scala 1:450.000. Le carte, pubblicate nel 1863-1865, furono aggiornate regolarmente fino al 1889.
Le carte misurano 48×40 cm e all’epoca furono anche vendute unite e incollate su tela a formare un'unica grande mappa che misura 160×72 centimetri.
L’Atlante è composto da 9 fogli colorati a mano in incisione su rame. Al centro del margine inferiore compare l’anno di pubblicazione. Nell'angolo in basso a destra la data di incisione.
Queste carte, disegnate da Johann Georg Mayr, furono poi completamente riviste da Hermann Berghaus alla fine dell’800.

L’atlante fa parte del patrimonio cartografico della Biblioteca ISPRA, fondo antico del Servizio Geologico d’Italia.