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giovedì 3 aprile 2014

Bolca: il paradiso italiano dei pesci fossili, in un volume del 1796

di Fabiana Console

Risalgono al 1796 sia il volume che l’atlante Ittiolitologia Veronese del Museo Bozziano ora annesso a quello del Conte Giovambattista Gazola e di Altri Gabinetti fossili veronesi di Giovanni Serafino Volta, opere di rarità assoluta, conservate presso la Biblioteca ISPRA; i due volumi rappresentano, in ambito bibliologico, dei capolavori editoriali della stamperia Giuliari di Verona.

Lo scritto più antico del 1554 sui pesci-fossili di Bolca è una dissertazione contenuta nei Commentarii del medico senese Pietro Andrea Mattioli (1501-1578) nella quale l’autore descrive «alcune lastre di pietra portate dal veronese in cui (sfendendosi in mezzo) si trovavano scolpite diverse specie di pesci con ogni lor particola conversa in sasso». Nel settecento ne disquisirono Johann Jacob Scheuchzer (1672-1733) nel celebre Herbarium diluvianum collectum e il grande naturalista veneziano Alberto Fortis (1741-1803) in alcune lettere pubblicate dal conte Giambattista Gazola di Verona (1757-1834). Quest'ultimo era proprietario della grande collezione di fossili su cui il Volta (1764-1842,) direttore del Museo Bozziano, basò la sua Ittiolitologia Veronese. Quest’opera fu la prima, nonché unica, edizione del XVIII secolo che disserta, in latino con testo a fronte in italiano, sui pesci fossili di Bolca raffigurati in splendide tavole incise in rame.

 
Il volume comprende anche, come frontespizio dell’atlante, una pregevole carta topografica del territorio veronese, ma l’unicità del testo risiede nelle 76 tavole di misura variabile la maggior parte delle quali ripiegate più volte a partire dalla dimensione in folio max (550x392 mm) in cui sono descritte scientificamente per la prima volta le 123 specie fossili conservati al Museo Bozziano. Le tavole, disegnate ed incise da Gaetano Zancon, Giuseppe Buffetti, Angelo Guelmi, Giovanni Battista Grù, Leonardo Manzati e Giuseppe Dall'Acqua, sono di una straordinaria bellezza dovuta, perlopiù, alla precisione tecnica dell’incisione in rame. Alcune di queste tavole sono di dimensioni davvero eccezionali poiché riproducono i fossili nelle loro dimensioni reali, come nel caso del “Torpedo” (tav. 71) che misura ben 150 cm di lunghezza. I fossili mirabilmente rappresentati e descritti in questa opera hanno avuto un ruolo fondamentale nonché unico nella storia della scienza non solo per quantità ma soprattutto per la qualità e per la loro strabiliante conservazione. La “Pesciara” di Bolca si può tranquillamente considerare una delle più importanti località fossilifere del mondo.