
I viaggi di esplorazione naturalistica nella prima
metà dell’800 ebbero una grande fortuna letteraria incentivata dall'attrazione
in quel periodo per lo studio delle scienze naturali in generale legata a visioni
paesaggistiche, itinerari turistici ecc.., ma soprattutto alla curiosità verso
i fenomeni osservabili e descrivibili in natura : eruzioni, frane, alluvioni,
maremoti, vulcani.
Il viaggio per il gentiluomo acculturato di inizio
secolo, favorito sicuramente dal miglioramento delle vie di comunicazione e
dalla fine delle guerre Napoleoniche, rappresentava la conclusione più ovvia
per dare un taglio alla propria formazione “statica” fatta di immensi tomi e
noiose lezioni all'Università.
La natura tout
court diventa oggetto di indagine e di ispirazione per scienziati di
professione ma anche per letterati in cerca di fama dove le suggestioni
descrittive del mondo occupano un posto di rilievo.
I resoconti di viaggi rivelano la duplice anima di
questi scrittori : l’irresistibile attrazione di una natura in parte
sconosciuta descritta attraverso un linguaggio immaginifico e a tratti, anche
quando si parla di scienziati non improvvisati, più poetico e letterario che
rigorosamente descrittivo/esplorativo.
“Misterioso” e “suggestivo” sono i termini più ricorrenti
per descrivere gli spettacoli naturali ed in generale per descrivere fenomeni
oggi ampiamente studiati dal punto di vista scientifico.
L’attività scientifica svolta da questi
viaggiatori-naturalisti consisteva nell'osservare, descrivere, catalogare, classificare
fenomeni ed esemplari viventi e non nonché paesaggi e luoghi sconosciuti ai
più.
Ad essi si deve la formazione di straordinarie
collezioni mineralogiche, botaniche e zoologiche o di straordinari volumi che
narrano descrizioni di viaggi che hanno lo straordinario potere di farci
tornare indietro di qualche secolo.
