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Fig. 1 - Ponte Gobbo, uno dei simboli di Bobbio
(opera di origine romana,
dalle tipiche arcate irregolari)
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La
valle del Fiume Trebbia, nel piacentino, costituisce un luogo di
importanza unica nella storia dell'umanità e delle geoscienze,
fatalmente incardinata sulla cittadina di Bobbio.
Bobbio
deve la sua gloria innanzitutto a San
Colombano
e all'Abbazia da lui fondata nel 614, esattamente 1400 anni fa, poco
prima della sua morte.
Furono
i regnanti longobardi Teodolinda e Agilulfo ad affidare al monaco
irlandese Colombano quest'area produttiva, dove abbondavano acque
correnti (quindi pesci e mulini per le macine) e terre da coltivare
(soprattutto per vino, olio e farina di castagne), adatte anche
all'allevamento del bestiame, specialmente di ovini, preziosi per la
realizzazione della pergamena. La zona era anche nota, sin dai tempi
dei Romani, per le sorgenti termominerali, utilizzate per la
produzione di sale e per uso terapeutico, attività ben presto
assunte tra le occupazioni dei monaci.
La
scelta del luogo non fu casuale e si rivelò strategica dal punto di
vista politico, religioso e culturale.
