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sabato 2 novembre 2013

1839 - da Catania a Clermont Ferrand: viaggio di un naturalista catanese

di Marco Pantaloni

Nel 1838, Carmelo Maravigna, naturalista catanese e professore di chimica nella locale università, grazie alle

paterne cure dell’Augustissimo e Clementissimo Monarca Ferdinando II,
Re del Regno delle Due Sicilie, di Gerusalemme, ec.
Duca di Parma, Piacenza, Castro, ec. ec.,
Gran Principe Ereditario di Toscana, ec. ec. ec.

poté compiere un lungo viaggio che, dalla sua città, lo portò al congresso scientifico di Clermont Ferrand.
Già nel 1837 Maravigna era stato invitato ad un precedente Congresso a Metz; sia l’Accademia Gioenia che il Decurionato si premurarono di procurargli il denaro necessario al viaggio, nonostante si fosse in un’epoca “lagrimevole per la capitale della Sicilia”.
Il Maravigna lavorò alacremente per quel Congresso, concentrando la sua ricerca sulle specie mineralogiche dell’Etna. Il lavoro risultò così corposo da meritare di essere trasformato in un compendio su tutta la “Orittognosia etnea”. Non contento, agognando di esporre la sua ricca collezione di cristalli di zolfo, redige una “Monografia sulle forme cristallografiche dello zolfo”, ricca di tavole originali.
E ancora, a integrazione della malacologia siciliana di Poli, pubblicò le “Memorie di malacologia e di conchiologia di Sicilia”, sugli Atti dell’Accademia Gioenia di Catania.
Non solo: volle anche cercare di confutare la teoria che “le tefrine, i basalti e le trachiti sono prodotte da sollevamento di molle materia dalle interne viscere della Terra, che va a prendere forma di cupole” e che, invece, “provengono da vulcaniche eruzioni, che trovansi in corrente”. Scrisse quindi, per il congresso di Metz, una “Memoria su i rapporti fra la tefrina, il basalte e la trachite dell’Etna”.

Purtroppo, però, la mancanza di fondi e la febbre asiatica che colpì la città di Marsiglia nel luglio 1837 impedirono al Maravigna di partire. Venne quindi invitato alla successiva 6a sessione del congresso scientifico, questa volta a Clermont Ferrand.