venerdì 4 ottobre 2013

Giovanni Pallini detto “Jack”: un geoscienziato nel Dizionario Biografico degli Italiani

di Alessio Argentieri e Marco Pantaloni
Giovanni Pallini, detto Jack
(Roma, 15 febbraio 1949 -
Monte Nerone, 25 settembre 2003)



Oggi 4 ottobre 2013, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” di Chieti- Pescara, avrà luogo il convegno “JACK’S DAY. Giornata in memoria del professor Giovanni Pallini”, paleontologo, biostratigrafo e formidabile docente degli Atenei di Roma “La Sapienza” e di Chieti - Pescara.

La giornata, che cade nel decimo anno dalla sua scomparsa, verterà sui vari temi di carattere paleontologico e geologico-stratigrafico di cui egli si interessò, ma sarà anche occasione di riflessione sul contributo delle geoscienze italiane al progresso scientifico verso la fine del XX secolo e sull'eredità lasciata da Jack alle generazioni presenti e future.





GEOITALIANI e la Sezione di Storia delle Geoscienze della Società Geologica Italiana partecipano all'evento, per le motivazioni già esposte, e per un’altra in particolare ….

Nell'ambito della collaborazione da tempo instaurata con la redazione del Dizionario Biografico degli Italiani (DBI), opera collettiva dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani (già oggetto di uno dei primi post pubblicati sul blog), abbiamo potuto contribuire all'aggiornamento del lemmario, a partire dalla lettera M, per quanto riguarda i geoscienziati.
Ci è stata così data l’opportunità di proporre per l’inserimento anche la figura di Giovanni Pallini; la stessa idea era venuta indipendentemente anche ad Andrea Fiorentino. Ricevuti i due diversi input, la redazione del Dizionario Biografico ha prontamente recepito la proposta  (e per questo un particolare ringraziamento va a Federica Favino, storica della scienza attenta alle vicende della nostra comunità). La voce, che comparirà nel volume 80 del DBI di prossima pubblicazione, è stata redatta, ça va sans dire, da Massimo Santantonio.

Jack e Massimo, nel loro habitat naturale,
presumibilmente sul finire degli anni ‘80
Siamo perciò orgogliosi di celebrare oggi il riconoscimento a pieno titolo di Jack, con la sua pagnotta sottobraccio, nel “pantheon” dei GEOITALIANI, a testimonianza di quello che ha rappresentato, e ancora oggi rappresenta per diverse generazioni di geologi appenninici.

2 commenti:

  1. Voglio dedicare a Jack per tutto quello che mi ha dato e insegnato questa poesia per me molto significativa.
    La parola "invictus" è stata tradotta con invincibile, ma io preferisco "mai sconfitto"
    Grazie Jack.

    INVICTUS
    (William Ernest Henley)

    Dal profondo della notte che mi avvolge,
    Nera come un pozzo da un polo all'altro,
    Ringrazio qualunque dio esista
    Per la mia anima invincibile.

    Nella feroce morsa delle circostanze
    Non ho arretrato né gridato.
    Sotto i colpi d’ascia della sorte
    Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

    Oltre questo luogo d'ira e lacrime
    Incombe il solo Orrore delle ombre,
    E ancora la minaccia degli anni
    Mi trova e mi troverà senza paura.

    Non importa quanto stretto sia il passaggio,
    Quanto piena di castighi la vita,
    Io sono il padrone del mio destino:
    Io sono il capitano della mia anima.

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  2. Alessio Argentieri12 ottobre 2013 13:14

    “JACK’S DAY AFTER”: RIFLESSIONI SULL’EREDITÀ DI GIOVANNI PALLINI

    di Alessio Argentieri

    Durante il convegno del 4 Ottobre a Chieti si è avvertita ancora fortissima la presenza carismatica, all’interno della comunità geopaleontologica, della figura di Jack Pallini.
    L’esperienza, toccante e coinvolgente a livello umano e professionale, a tratti esilarante, ha permesso di capire cosa significhi essere (badate bene, “essere” e non “fare”) il didatta, compito primario di chi sceglie la professione dell’insegnamento a qualunque livello: addestrare, informare, trasmettere il sapere, formare e stimolare la crescita delle giovani coscienze, consentendo loro di svilupparsi in piena autonomia.
    La filosofia di Jack è viva e attuale, come testimoniato ieri dalla presenza di tante “spicole di spugna”, a gruppi distinti per fasi di sviluppo ontogenetico, ma uniti da sentimenti di affetto, stima e riconoscenza per il collega e/o maestro, da alcuni conosciuto solo per via indiretta (come vedete, coltivare la Storia delle Geoscienze, anche quella contemporanea, porta effetti benefici).
    Alle testimonianze dirette dei suoi allievi e collaboratori, mi permetto oggi di aggiungere la mia, un po’ meno di prossimità. Con l’auspicio di invogliare altri a scegliere questa sede per esprimere la propria…

    Ho conosciuto il Jack docente quando- alla fine dei favolosi anni ’80 celebrati al convegno- ho frequentato il corso di Paleontologia del professor Giuseppe Sirna. Pur avendo poi io scelto altre strade, lo studio delle vite passate mi piacque subito, inclusa la sistematica degli invertebrati, che mi risultò congeniale come altri sforzi mnemonici maniacali che tuttora mi appassionano (le formazioni delle squadre di calcio degli anni ’70 e ’80, i nomi gli attori che interpretano ruoli secondari, le storie dei geoscienziati). Più che da tutti gli altri fossili, ovviamente, fui affascinato da certi strani cefalopodi…
    Ad interrogarmi in sede di esame fu Pallini, figura affascinante per la capacità espositiva (ma dal mio punto di vista soprattutto per il suo spirito godereccio), che incuteva però una certa soggezione. Pur avendo mimato platealmente di cecarmi gli occhi con i suoi ditoni per le mie titubanze sulla composizione del guscio dei primi brachiopodi, ottenni da lui il primo 30/30 della mia carriera studentesca.
    Negli anni a seguire ho reincontrato brevemente ma con piacere sia Jack, durante il rilevamento geologico delle unità spongolitiche di Tornimparte, sia le Ammoniti, durante quello geologico-strutturale dei Monti Martani per la tesi di laurea.
    Ancora oggi, dovunque incontro questi fossili, che incarnano lo spirito del loro grande cultore, ne sono immediatamente attirato. E in ogni città applico il metodo speditivo palliniano di osservare i bordi dei marciapiedi, che rivelano le caratteristiche geologiche dei dintorni urbani. La straordinaria passione di Jack deve essere proprio contagiosa, se anche io sono riuscito a trasmetterne un po’ perfino ai miei bambini, i quali, a seguito di una memorabile visita a Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, si sdraiano a terra in qualsiasi altra chiesa alla ricerca delle più preziose opere d’arte, le ROTELLE, anche, anzi soprattutto, “dove non ci stanno”.

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