mercoledì 22 novembre 2017

Carlo Fabrizio Parona

di Giovanni Ferraris


(Questo post è la sintesi di un lavoro omonimo
pubblicato nel volume "Tra le carte della scienza.
L’archivio storico dell'Accademia delle Scienze
di Torino dal passato alla modernità".
A cura di Elena Borgi e Daniela Caffaratto, HAPAX Editore,
che l'Autore ci ha gentilmente concesso di pubblicare).


Carlo Fabrizio Parona


Nato a Melegnano, l'8 maggio 1855
Morto a Busto Arsizio, il 15 gennaio 1939
Professione: professore universitario
Socio nazionale dal 15 gennaio 1899
Cariche in Accademia: presidente dal 22 aprile 1928 (rieletto il 26 aprile 1931); vicepresidente (1922 e 1925); tesoriere (1907 e 1910); direttore (1935) e segretario (1916 e 1919) della Classe di scienze fisiche.
Altre cariche: preside della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (1919-1921)e rettore dell'Università di Torino (1920-1922); presidente della Società Geologica italiana (1901 e 1913); presidente della Commissione Geologica italiana (1910-1913); presidente del R. Comitato geologico d'Italia (1908-1925); presidente della Commissione geo-agrologica per la Tripolitania (1913).

Carlo Fabrizio Parona si laureò in Scienze Naturali nel 1878 presso l'Università di Pavia. Allievo prediletto di Torquato Taramelli, dal 1881 al 1890 ne fu assistente presso la cattedra di Geologia. Contemporaneamente fu anche professore di Storia Naturale presso l'istituto tecnico Antonio Bordoni di Pavia.
Vinta la cattedra di Geologia presso l'Università di Torino nel 1899, la tenne fino al 1930 insieme alla direzione del Museo geo-paleontologico, che egli arricchì assai, specialmente con una sala dedicata alla paleontologia italiana, Al pensionamento, continuò a frequentare l'Istituto di Geologia per alcuni anni, per poi essere ospitato presso I'Accademia delle Scienze n una stanza a lui attualmente intitolata.
Ivi continuò a studiare il materiale paleontologico che gli veniva inviato in esame, da colleghi e dilettanti. Anche in riconoscenza di questa ospitalità, Parona lasciò all'Accademia la sua ricchissima biblioteca geo-paleontologica insieme alle sue carte personali ricche di oltre 6000 lettere [PAB.26-69], oltre che di appunti, manoscritti e bozze relativi alle sue pubblicazioni, nonché di documentazione varia concernente i numerosi incarichi da lui avuti. Scorrendo il corposo archivio personale di Parona, che conservò persino insignificanti ricevute di pagamento, due gli aspetti "inconsueti" da porre in evidenza: la quasi totale assenza di schizzi e disegni dei fossili da lui studiati e una sessantina di lettere dirette al "Mio caro professore” da un'ex-allieva nel periodo 1907-1914. La prima anomalia si potrebbe spiegare ipotizzando che i disegni siano rimasti nelle mani dei collaboratori a tale scopo designati. La seconda "sorpresa" è da collegarsi con l'aggettivo "espansivo" attribuibile al Parona e merita un approfondimento, reso possibile non solo dalla lettura delle lettere, ma anche dalla presenza nell'archivio [faldone PAB.15] di un'estesa documentazione relativa all'allieva, tra cui manoscritti e lavori a stampa frutto di una breve carriera di paleontologa.



L’allieva in questione era Giuseppina Osimo, nata il 15 agosto 1884 a Podenzano, laureata nel 1907 in Scienze Naturali con Parona. Dopo essere stata per un breve periodo a Pavia con il prof Taramelli, la Osimo diventò insegnante presso varie sedi sparse per l'Italia (Trapani, Avellino, Vicenza e Avezzano) e tragicamente poi il 13 gennaio 1915 nel disastroso terremoto della Marsica. Parona la compianse in due necrologi. Uno più breve (ne è conservala la sola prima pagina con effige dell'estinta), inviato a famigliari e pochi altri, in cui si legge: “Spesso avviene che l'allievo commemori il maestro [...] più di rado accade che il maestro commemori l'allievo a conservarne vivo ricordo […] e fatti belli e buoni”. Il secondo, datato gennaio 1915, si estende per sei pagine e affettuosamente ripercorre la carriera dell'allieva che “vivace e pronta di spirito, come nelle mosse della piccola e gentile persona, soleva presentarsi franca e sorridente […]; buona ed affettuosa, sentiva saldamente l'amicizia […]”. Così il maestro riassume un casto rapporto che dalle lettere dell'allieva traspare disinibito e quasi alla pari tra Pingin (così sono firmate)e l'anziano professore. L’origine del singolare rapporto va ricercato in un qualche complimento che il maestro pare si concedesse nei confronti delle allieve e le più pronte, in testa Pingin, scherzosamente assecondavano. A tale proposito, illuminante è una frase contenuta nèlla lettera n. 6432, non datata, ma scritta da Pavia nel 1907. lvi, la Osimo, a proposito dell'affetto che nutriva per il vecchio professor Taramelli, scrive: "Certo non arriverei a tirargli la barba (che non ha) o a dargli uno scuffiotto, ma questo dipende dal fatto che egli non è impertinente come una ceda persona di mia conoscenza Ragiono bene?" Tra le migliaia di lettere, numerose sono quelle scambiate con il gotha della Geologia italiana a cavallo tra Otto e Novecento Un loro accurato spoglio potrebbe sicuramente portare interessanti contributi all'analisi della ricerca di geologi e paleontologi dell'epoca, da poco associa'ti dalla Società Geologica ltaliana fondata  nel 1881 da Quintino Sella e avente Parona tra i soci fondatori Qua' assente è invece la corrispondenza con colleghi stranieri. In gran parte le corrispondenze più voluminose sono a firma di geologi, paleontologi e mineralisti soci dell'Accademia, tra cui (tra parentesi anno di nascita, di morte e di ingresso in Accademia): Ettore Artini (1866-1928, 1918), Francesco Bassani (1853-1916, 1903), Angelo Bianchi (1892-1970, 1932), Guido Bonarelli (1871-1951, 1933), Luigi Brugnatelli (1859-1928, 1918), Camillo Crema (1869-1950, 1932), Geremia d'Erasmo (1887-1962, 1953); Giorgio Gianbattista (1904-1995, 1971), Giorgio Dal Piaz (1871-1962, 1918), Ramiro Fabiani (1879-1954, 1928), Massimo Fenoglio (1892-1970, 1912), Secondo Franchi {1859-1932, 1922), Michele Gortani (1883-1966, 1922), Oreste Mattirolo (1856-1947, 1895), Umberto Monterin (1887-1940, 1933), Giovanni Negri (1877 1960, 1926), Emilio Repossi (1876-1931, 1925), Federico Sacco (1864-1948, 1918), Giuseppe Stefanini (1882-1938, 1937), Torquato Taramelli (1845- 1922, 1900), Ferruccio Zambonin (1880-1932, 1922).



L’opera scientifica e didattica di Parona fu diretta essenzialmente alla geo-paleontologia con tra l'altro, approfondite ricerche paleontologiche su Radiolarie, Spongiari e Rudiste. Un suo Trattato di geologia ebbe un discreto successo e ne uscirono due edizioni (1903 e 1924). Contribuì alla Nuova enciclopedia agraria italiana (1898) e al Libro d'oro del sapere (1914). Oltre all'Accademia delle Scienze di Torino, lo accolsero tra i loro soci l'Accademia Nazionale dei Lincei; l’Istituto Lombardo e l'lstituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti; la Società ltaliana di Scienze (detta dei XL); l'Accademia di Agricoltura di Torino; le Accademie delle Scienze di Bologna, Modena e Napoli.

Da: Tra le carte della scienza. L’archivio storico dell'Accademia delle Scienze di Torino dal passato alla modernità. A cura di Elena Borgi e Daniela Caffaratto, HAPAX Editore

Per saperne di più:
https://www.accademiadellescienze.it/accademia/soci/carlo-fabrizio-parona
http://www.isprambiente.gov.it/it/museo/storia/personaggi-illustri/carlo-fabrizio-parona