lunedì 1 aprile 2013

1813, Carlo Rusconi, bicentenario della nascita

di Marco Giardini
Don Carlo Rusconi.
Monumento sepolcrale all’interno della

chiesa di S. Giovanni, a Montecelio (Roma)

Nato nel 1813 a Montecelio, uno dei due centri abitati dei Monti Cornicolani (Roma), muore nel suo paese natale nel 1868.
Sacerdote, geologo e paleontologo autodidatta, Carlo Rusconi raccolse grandi quantità di fossili nei calcari mesozoici dei colli cornicolani, nelle rocce vulcaniche, nei travertini e negli altri depositi quaternari osservabili alle loro pendici.
Iniziò a occuparsi di geologia raccogliendo fossili di ammoniti nelle rocce del suo paese, il cui studio gli permise di stabilire, per primo, che i Monti Cornicolani sono costituiti da rocce giurassiche.

Fu anche il primo a scoprire insediamenti preistorici nella zona in cui viveva come ad es., nel 1859, quello ancora oggi piuttosto famoso, delle Caprine di Guidonia, i cui reperti sono osservabili presso il Museo Preistorico del Territorio Tiberino-Cornicolano di Sant’Angelo Romano (il secondo centro abitato cornicolano).

Frontespizio del più importante
la
voro di Don Carlo Rusconi
Molte delle sue scoperte e osservazioni sono state presentate all’Accademia dei Lincei da Giuseppe Ponzi (socio nazionale dei Lincei dal 1848, senatore del Regno dal 1870 e presidente, nel 1871, della stessa Accademia dei Lincei, occupò la prima cattedra di Geologia all’Università di Roma “La Sapienza”), con il quale Carlo Rusconi strinse amicizia.
Nel 1865 pubblicò, sul “Bullettino Universale della Corrispondenza Scientifica di Roma per l'avanzamento delle Scienze” (n° 19-20, vol. VII, pagg. 3-37), il suo più importante lavoro, su “L’origine atmosferica dei tufi vulcanici della Campagna Romana”. In questa pubblicazione, grazie al rinvenimento di fossili di foglie e di animali terrestri nei tufi affioranti presso Montecelio e a tutta una serie di interessanti osservazioni tafonomiche e giaciturali sui tufi della Campagna Romana, confutò definitivamente l’ipotesi dell’origine sottomarina di queste rocce vulcaniche.