domenica 15 gennaio 2017

1873: Giuseppe Ponzi e “La scienza del popolo”

di Marco Pantaloni

Risalendo agli anni Settanta del 1800, si assiste alla comparsa di alcuni eventi editoriali che rappresentano un importante momento di svolta nella diffusione della cultura.
Il primo veicolo di questo evento è rappresentato dai romanzi d’appendice, da quelli storici e, più in generale, dalla narrativa popolare. Queste pubblicazioni rappresentano quelli che oggi vengono chiamati best-seller. É interessante notare che le vendite di allora erano, talvolta, superiori a quelle attuali, se rapportate alla popolazione e al grado di istruzione.
Questo interessante fenomeno si verifica negli Stati Uniti (basti ricordare il libro Uncle Tom’s Cabin, del 1852, che vendette 300.000 copie in un anno) ma anche in tutto il continente europeo; in questo caso l’esempio chiave è rappresentato dall’Assommoir di Emile Zola, del 1877.

"Lassommoir2" di Ignoto - L'Assommoir (Paris: Charpentier) 1877.
(Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons)

L’Italia non è immune da questo fenomeno e da noi, oltre alla letteratura “tradizionale”, si assiste anche alla grande diffusione di manualistica tecnico-scientifica sia mirata alla diffusione della conoscenza che alla formazione professionale. Tipico esempio è costituito dai famosi “Manuali Hoepli”, pubblicati a partire dal 1875, dedicati agli innumerevoli campi della scienza e delle tecnologie applicate. Tra tutti questi manuali il più famoso, forse, è il Manuale dell’ingegnere, uno dei più importanti long-seller italiani, ancora oggi in commercio nella 83° edizione!
La nostra disciplina non è stata immune da questo fenomeno: nella serie Manuali Hoepli da ricordare quello dedicato alla “Paleontologia” del 1902 redatto da Paolo Vinassa De Regny.


La copertina del manuale Hoepli dedicato alla Paleontologia,
redatto nel 1902 da Paolo Vinassa De Regny.
Paolo Vinassa De Regny (1871-1957)

Proprio Milano, dove la Hoepli ha la propria sede, rappresenta il centro culturale più vivace della seconda metà dell’Ottocento.
Infatti l’editore Treves, sempre milanese, pubblica un’altra serie editoriale dedicata alla divulgazione scientifica dal titolo evocativo: La Scienza del Popolo.
Questa serie, insieme alla collana “Biblioteca utile”, aveva l’intenzione di diffondere la cultura e l’istruzione al popolo, seguendo i programmi del governo italiano. Purtroppo, però, questi manuali divulgativi non trovarono il supporto degli scienziati, piuttosto restii a collaborare.
La serie “La Scienza del Popolo”, piuttosto economica, raccoglieva i testi delle conferenze scientifiche pubbliche, molto in voga nel periodo.
Ad esempio, nel 1874 pubblicò il discorso tenuto dall'abate Antonio Stoppani a Bassano del Grappa per il centenario della nascita di Giovanni Battista Brocchi.

Tra le mani ci è passato uno di questi meravigliosi, semplici volumetti di meno di 30 pagine, intitolato: “Sugli esseri che precedettero l’uomo nelle epoche geologiche”. Il sottotitolo riporta: “Lettura del Prof. G. Ponzi, pubblicato a Milano nel 1873 dalla Fratelli Treves, Editori della Biblioteca utile”. Il fascicolo, il 32° della serie, era in vendita per 25 centesimi di Lira a volume, equivalenti a circa 1 euro attuale.




L’esordio del discorso di Ponzi è commovente, nella sua profondità e nel suo tono austero:
Signori,il sentimento della Natura è innato nell'uomo. Il selvaggio, sia d’indole più mite, sia di feroci tendenze, la prima volta che alzò gli occhi al cielo, al cospetto di quell'immenso spettacolo ne restò commosso, e senza comprenderlo venerò nelle stelle esseri a lui superiori e offrì loro donativi per renderle amiche e benevole.Continua l’incipit del suo discorso stimolando la curiosità dell’uditorio all'osservazione dei fenomeni naturali, alle eruzioni vulcaniche, alle convulsioni terrestri, alle inondazioni, alla conoscenza dei primi abitatori della Terra e alle loro primitive abitudini.Convinto di farvi cosa gradita, o Signori, io feci soggetto della mia odierna lettura un argomento di questo genere “Gli animali che precedettero l’uomo nelle epoche geologiche”.Prima di entrare nel merito della conferenza, tuttavia, ritiene utile parlare del nostro pianeta, per via degli“stretti legami fra esso e i suoi abitatori.
Analizza gli aspetti termici, la perdita del primordiale “calorico”:
E’ oramai cosa provata dalla ragione e dai calcoli dei più insigni geometri, e dopo di essi nessuno osa più mettere in dubbio che la Terra in origine fu un corpo fuso per la quantità di calorico in essa contenuto. [...] Ora se questo globo che noi abitiamo fu così caldo in origine, e se oggi non è più, voi ben vedete che, la Terra altro non è che un corpo raffreddato, ossia un corpo il quale ha perduto una parte di quel calorico, che in principio la tenne in fusione.[...]E’ massima di fisica che colla sottrazione del calorico tutti i corpi si addensano, si contraggono e passano dallo stato gassoso al liquido, e da questo al solido. Se la legge è generale, tutti i corpi della natura devono sperimentarla: laonde ben si comprende che la Terra dovette battere la via della solidificazione, farsi sempre più densa e restringersi specialmente nella sua atmosfera fino a suscitare le chimiche affinità fra gli elementi costitutivi. Così sotto una enorme pressione l’idrogeno poté combinarsi coll'ossigeno, e l’acqua risultante cadendo sulla superficie del copro planetario lo rivestì tutto intiero di uno strato liquido o di un oceano senza confini. Fu allora che l’atmosfera divenne la sede dei vapori sotto forma di nubi trasportate dai venti, e fu allora che le prime pioggie caddero sulla superficie del gran mare.Ma il raffreddamento avanzava, e la massa planetaria perdendo per gradi la propria luce, si venne lentamente offuscando fino a divenire opaca, a causa di un primo incrostamento di materie solidificate nello stesso fondo marino. Formato questo primo strato e rivestito il corpo del pianeta di un primo incrostamento, l’acqua restata esterna, diede principio immediato alle sue deposizioni di roccie stratificate, sotto il peso di una enorme atmosfera, e sotto l’influsso di una temperatura ancora bastantemente elevata.

Bellissimo è l’uso degli avverbi e delle congiunzioni, arcaiche e a volte incomprensibili ad una lettura odierna: laonde, eziandio, avvegnacché, ....


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