mercoledì 4 maggio 2016

Il Grande Torino e il Terziario piemontese

di Alessio Argentieri




67 anni fa, il 4 maggio del 1949, il velivolo Fiat G212 I-ELCE delle Avio Linee Italiane, proveniente da Lisbona, si schiantava alle ore 17:03 contro il terrapieno posteriore della basilica di Superga, la collina che domina Torino in destra idrografica del Po.
Nell’incidente, come è tristemente noto, persero la vita 31 persone, tra cui i giocatori e lo staff tecnico della migliore squadra di calcio della fase centrale del XX secolo, i membri dell’equipaggio e i giornalisti al seguito. Il Grande Torino rientrava dalla capitale lusitana dopo aver giocato un’amichevole di beneficienza contro il Benfica. La fitta nebbia, che riduceva la visibilità a 40 m, e un probabile guasto dell’altimetro fisso su quota 2000 fecero sì che l’aereo impattasse sul rilievo (669 m s.l.m.) mentre volava invece a circa 600 m dal suolo.



E pensare che quei luoghi, poco più di un secolo prima, furono teatro di un’escursione della Seconda Riunione degli Scienziati Italiani, svoltasi nel Settembre 1840 nella capitale del Regno Sabaudo, un anno dopo la prima tenutasi a Pisa per volere del Granduca Leopoldo.
Il concetto di italianità era ancora assai acerbo, tanto da trovar menzionati nella relazione del Presidente Generale Conte Alessandro di Saluzzo illustri scienziati piemontesi, liguri, veneti, lombardi e toscani, con menzione solo marginale per quelli “dell’inferiore Italia”, dove effettivamente i progresso scientifico era ancora indietro. La profetica introduzione del Presidente si chiudeva però così: “Ponendo io qui termine al mio ragionare vi invito, Chiarissimi Signori, a dar principio alle vostre scientifiche conferenze, su delle quali la dotta Europa ha fissi gli sguardi, e dalle quali una nuova gloria aspetta l’Italia intera, e non che il nostro Piemonte”. 




La riunione si tenne presso la Regia Università torinese “sotto gli auspizi del magnificentissimo Re Carlo Alberto”. Uno dei due Assessori era Angelo Sismonda, a cui succedeva come Presidente della Sezione di Geologia il Marchese Lorenzo Pareto, con Vice il Conte Nicolò da Rio e Segretario Lodovico Pasini. Alle adunanze parteciparono, tra gli altri, personaggi del calibro del Cavaliere Generale Alberto della Marmora e di Luigi Bellardi.
Venne deciso di fare una “corsa geologica tra le colline di Chieri e Superga”; l’escursione, guidata da Pareto e Sismonda, si tenne il 22 settembre 1840 per “vedere le relazioni del terziario medio e del superiore, e per una esatta determinazione dei limiti tra questi terreni” (Sismonda vi aveva già compiuto un’escursione geologica nel 1834 in compagnia di La Marmora , del berlinese Leopold Von Buch e del francese Dufrenoy).



La famosa carta geologica di Piemonte, Savoia e Liguria di Angelo Sismonda
Data l’importanza degli affioramenti fossiliferi da visitare, alla comitiva il 22 settembre si aggregarono anche diversi zoologi. Il percorso toccò Chieri, Pino Torinese e quindi Superga tenendosi sulle creste collinari. La comitiva si reco dopo a visitare la Reale Basilica di Superga, fatta costruire da Re Vittorio Amedeo II; ad accogliere gli studiosi il Preside degli Accademici Canonico Audisio (autore tra l’altro di un saggio per conciliare Genesi e Geologia).
Le conoscenze geologiche odierne ci dicono che la collina di Superga appartiene ad una ampia struttura antiformale al cui nucleo si trovano gli orizzonti conglomeratici lenticolari della Formazione di Antognola (Oligocene superiore- Aquitaniano), seguiti dal membro marnoso-siltoso della formazione medesima e poi dalle Marne a Pteropodi inferiori (Burdigaliano p.p.) e dalle Formazioni di Termo-Fourà e di Baldissero (Langhiano).
 
Stralcio dal Foglio 155 “Torino Ovest” della
Carta Geologica d’Italia alla scala 1:50.000
(dal sito ISPRA)


Il resoconto dell’escursione si chiude così: “Salita poi la Cupola della Basilica si desiderava d’ammirare lo stupendo Panorama che da quell’altezza si dispiega allo sguardo, e che abbraccia una gran parte delle Alpi e della pianura piemontese, ma il cielo nebbioso e coperto non lasciò godere quella magnifica vista”.
Lo stesso cielo nebbioso e coperto che, oltre un secolo dopo, avrebbe portato al fatale incontro di capitan Valentino Mazzola e dei suoi compagni con i rilievi costituti dai depositi oligo-miocenici.



Per saperne di più: 
• A. Sismonda Escursione geologica fatta in Piemonte nel Novembre 1834. Sollevamento del colle di Superga in Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti Volume 76 (dicembre 1834) 
• Atti della Seconda Riunione degli scienziati italiani tenuta in Torino nel Settembre 1840, Tipografia Cassone e Marzorati (Torino 1841)
• Foglio 155 “Torino Ovest” della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:50.000 (Progetto CARG)

Si ringrazia Fabiana Console per la collaborazione.