lunedì 7 aprile 2014

Piacenziano, uno strano tipo italiano

di Giovanna Baiguera
 

Piacenziano in Emilia (PC).
Da http://www.parks.it/parco.stirone.piacenziano/index.php.

Piacenziano in Sicilia (AG).
Da http://www.geo.uu.nl/sns/index.php?contentid=503.

Eccomi nel post(o) adatto per raccontare finalmente la mia storia.

Sono uno strano tipo, voi direste stratotipo, molto onorato di rappresentare la mia terra e di aver vissuto parte del tempo in ogni angolo del mondo. In effetti non sono un tipo così strano, e nemmeno strato, ma, si sa, i luoghi comuni sono duri da smantellare.

Partiamo dai miei dati anagrafici. Nasco ufficialmente nel 1858 eppure la mia età si aggira sui 3 milioni di anni, fatto che già potrebbe sembrare un'ambiguità, se non fosse che tanti della mia stirpe professionale si trovano in simili, o anche peggiori, condizioni.

Ho visto la luce in Italia, in una Valle ardita, meglio detta d'Arda, ai piedi di tre cime dalle creste gialle, sabbiose, fra cui la dominante detta giustamente “Giogo”, e la minore “Falcone”, in picchiata sulle merlature a coda di rondine di un Castello Arquato.

È stata questa landa piacentina a tenermi orgogliosamente a battesimo, chiamandomi, appunto, Piacenziano (Piacenzische, con le parole di mio padre).


Mio padre, Karl, era uno svizzero di lingua tedesca, nato su suolo francese. Impossibile però dimenticare tutti gli altri progenitori, miei padri spirituali, a partire da Leonardo, e poi Giuseppe, Georges, Giovanni Battista e Charles (gli ultimi noti come Cuvier, Brocchi e Lyell), solo per citarne alcuni. I quali in realtà, benché in tempi prematuri, si interessarono a me piuttosto concretamente. Fra i più Cortesi, Giuseppe in special modo si dedicò con tenacia (e con la benedizione della duchessa Maria Luigia) alla raccolta e alla conservazione del mio album dei ricordi. Tuttavia non sarei diventato quello che sono senza coloro che mi hanno cresciuto e allevato con rigore e dedizione, Lorenzo Nicolò e Francesco in particolare.

Sono sempre stato un tipo dal cuore tenero e plasmabile come il fango, Argille Azzurre come il cielo (Blaue Mergel, in lingua paterna), pioggia di terra negli abissi marini. Ma grazie alla mia ricca personalità, sebbene un po' fossilizzato su antiche posizioni, ho riscosso successi in tutto il mondo, fino a diventare una celebrità nel mio campo.

Ammetto di non esser stato molto diligente negli anni giovanili, anzi, il rendimento era decisamente ondivago. Avevo una passione sfrenata per le attività balneari, tanto che, pur dimorando in Emilia, ero tutt'uno con la Romagna, quando i menù dell'epoca offrivano piatti di pesce, mentre di lasagne al ragù neanche l'ombra.

Poiché il nostro è un mondo particolarmente aspro, pieno di individui che ti mettono continuamente alla prova, ti passano al setaccio e arrivano anche a farti a fettine, un giorno stabilirono che avevo troppe lacune e, peggio ancora, che mi mancavano persino le basi. Conclusero, insomma, che non potevo più esistere, almeno non come mi ero ridotto, e si convinsero - valli a capire - che non andavo abbastanza Piano per la mia Età. Dissero che era finita l'epoca degli stratotipi, di quelli cioè che vogliono sembrare tutti d'un pezzo e che, sostenevano, pretendono grandi onori senza talvolta possedere né capo né coda. Avevano bisogno di punti fermi, cosa che ormai era diventata un chiodo fisso. Più precisamente, in gergo, un chiodo d'oro (golden spike), che in effetti, volendo sottilizzare, è poi di bronzo… Si nascondevano dietro sigle misteriose, SNS, ICS, IUGS, di noto c’era solo che la prima proposta venne da una donna dal nome beffardamente soave: Maria Bianca.

Di sicuro avevo raggiunto una certa Età e sarebbe stato del tutto naturale per me ritirarmi. Ma proprio allora, a quasi 140 anni dal mio battesimo, feci un incontro inatteso che diede una svolta al mio destino: un’affascinante mia coetanea piena di risorse. Di tempra più coriacea della mia, di carnagione color avorio e, malgrado le rughe sottili (questioni di sapropel...le), corredata di un fascino sorridente fatto di mare, di vita nel mare. Dimorava in Sicilia, non lontano da una Valle di Templi, in una Piccola Punta agrigentea affacciata sul mare che la separava dall'Africa.

“Mi Trubi”, le dissi, e subito l’intesa si tradusse in passione.

Mollusco bivalve Glossus humanus o Isocardia Cor.
Da http://en.wikipedia.org/wiki/Glossus_(genus).
Avevamo le stesse attitudini e, curiosamente, diversi amici in comune. Il più noto, Discoaster pentaradiatus, un deejay nano che, dotato di gran destrezza di mano, furoreggiava ovunque ci fosse aria di allegra mondanità.
 Io però mi lasciai alle spalle la nostalgia per i tempi andati, soprattutto per quei ricordi romantici che costanti si affacciavano alla memoria, ma che in fondo non mi si addicevano per nulla. Ricordi piacevoli, comunque. Appartenenti ad un popolo di esserini minuti e abbastanza rotondotti (di razza “Globorotalia”), c’erano elementi pieni di simpatia, come la lentigginosa puncticulata, o di dolcezza, come la margaritae, antichi amori del tutto planctonici e ormai estinti. Acqua passata, insomma. Solo con la crassaformis rimasi in amichevole contatto, forse anche per la vicinanza di età. A dire il vero non potevo cancellare altre numerose mie coetanee, alcune davvero graziose, altre belle e maestose come balene, addirittura degne di un museo, anche se purtroppo mai propriamente collaborative quanto mi sarebbe servito per mantenere la mia identità.

Sulla mia nuova compagna, invece, nessun dubbio.

La nostra fu una correlazione magnetica (nei limiti della Gauss Normal Polarity, per lo più) e astrale, riconoscibile in tutto il mondo.

Più tardi scoprii che questa unione era stata in parte combinata dagli stessi che reputavo nemici, Maria Bianca in testa, e, a seguire, Sergio, Domenico, Frederik, Davide, Lucas, quindi mai dare nulla per scontato in queste faccende.

Decidemmo di sposarci, con il consenso di tutta la comunità, che ci appose il sigillo di GSSP, in segno di globale rispetto.

Così mettemmo il nido in quelle sponde soleggiate, appoggiandoci su solide basi collaudate nell’arco di circa 3,6 milioni di anni, incuranti delle sferzate ondose del Porto dedicato a Empedocle. Famoso, guarda caso, per le sue concezioni sulla necessità dell'essere e del divenire, sull'eternità in continua trasformazione.

Sopra avevamo un soffitto di circa 2,6 milioni di anni, preso da un Monte votato a San Nicola, patrono di molte categorie, compresa quella dei marinai.

Lasciammo spazio a un nuovo arrivato, detto, secondo tradizione, Gelasiano (da Gela), un vagabondo tuttora in trasferta che andò ad occupare il Piano di sopra, mentre al Piano terra si era già stabilito Zancleano (da Zanclea, antico nome di Messina).

Si crearono in tal modo le premesse per accogliere nel Mediterraneo persino gli ospiti più freddi (Arctica islandica, Hyalinea baltica ...chi l'avrebbe mai immaginato ai nostri tempi?).

Tutti insieme costituimmo in definitiva l’armonioso sodalizio conosciuto come Pliocene (dal greco pleion e kainos, ovvero “più” e “nuovo”), ideato da Charles nella sua visionaria lungimiranza.

Quell’Epoca segnò la fine di un’Era gloriosa, poi sorpassata e sostituita da un nuovo corso, una Quarta dimensione spazio-temporale.

Noi comunque, così riuniti, ci salvammo, e uniti ancora viviamo, in terra italiana.
 
Saluti cetacei dal Piacenziano.

Per saperne di più:
  • Da Vinci L. (1508 circa), ...Vedesi inelle montagnie di Parma e Piacentia le moltitudine de nichi e coralli intarlati ancora apichati alli sassi..., Codice Leicester, folio 9 verso, Italia.
  • Mayer-Eymar K. (1858), Versuch einer neuen Klassifikation der Tertiär-Gebilde Europas, Verhandlungen der Schweizerischen Naturforschenden Gesellschaft (Atti della Società Elvetica di Scienze Naturali, dal convegno Jahresversammlung 17-19 August 1857 in Trogen), Basel, pp. 70-71 & 165-199 & Tab.
  • Pareto L.N. (1865), Note sur les subdivisions que l'on pourrait établir dans les terrains tertiaires de l'Apennin septentrional, in Bulletin de la Société Géologique de France, s. 2, Vol. 22, pp. 210-277.
  • Barbieri F. (1967), The Foraminifera in the Pliocene section Vernasca-Castell'Arquato including the “Piacenzian stratotype”, Memorie della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, Milano, Vol. 15, pp. 145-163.
  • Raffi S., Rio D., Sprovieri R., Valleri G., Monegatti P., Raffi I. e Barrier P. (1989), New stratigraphic data on the Piacenzian stratotype, Bollettino della Società Geologica Italiana, Vol. 108, pp. 183–196.
  • Lourens L.J., Antonarakou A., Hilgen F.J., Van Hoof A.A.M., Vergnaud-Grazzini C. e Zachariasse W.J. (1996), Evaluation of the Plio-Pleistocene astronomical timescale, Paleoceanography, Vol. 11, pp. 391-413.
  • Cita M.B., Rio D., Hilgen F.J., Castradori D., Lourens L. e Vergerio P. (1996), Proposal of the Global boundary Stratotype Section and Point (GSSP) of the Piacenzian (Middle Pliocene), Newsletter (International Commission on Stratigraphy, Subcommision on Neogene Stratigraphy), Vol. 3, pp. 20–46.
  • Castradori D., Rio D., Hilgen F.J. e Lourens L.J. (1998), The Global Standard Stratotypee-section and Point (GSSP) of the Piacenzian Stage (Middle Pliocene), Episodes (Journal of International Geoscience - IUGS), Vol. 21, no. 2, pp. 88-93.
  • Di Stefano E. (1998), Calcareous nannofossil quantitative biostratigraphy of holes 969E and 963B (Eastern Mediterranean), in Robertson A.H.F., Emeis K.-C., Richter C. e Camerlenghi A. (Eds.), 1998, Proceedings of the Ocean Drilling Program, Scientific Results, Vol. 160, pp. 99-112.
  • Gibbard P.L., Head M.J., Walker M.J.C. and the Subcommission on Quaternary Stratigraphy (2010), Formal ratification of the Quaternary System/Period and the Pleistocene Series/Epoch with a base at 2.58 Ma, Journal of Quaternary Science, Vol. 25, pp. 96–102.
  • Regione Emilia-Romagna (2011), Itinerari geologico-ambientali nelle terre del Piacenziano, scala 1:25.000 (pubblicazione commemorativa del 50° anniversario del Museo Geologico G. Cortesi di Castell’Arquato).
  • Francou C. (2012), Storie di fossili, balene e rinoceronti, Tipleco, Piacenza.
  • Deliberazione del Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna n. 2328 del 15 febbraio 1995, Istituzione della “Riserva naturale geologica del Piacenziano” (ad oggi superata dalla L.R. n. 24/2011).
  • Legge Regionale n. 9 del 10 luglio 2006, Norme per la conservazione e valorizzazione della geodiversità dell'Emilia-Romagna e delle attività ad essa collegate.
  • Legge Regionale dell'Emilia-Romagna n. 24 del 23 dicembre 2011, Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000 e istituzione del Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano.
  • Legge Regionale della Sicilia n. 25 del 11 aprile 2012, Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela dei geositi in Sicilia.
  • http://sgi2.isprambiente.it/geositiweb/gssp/ (illustrazione dei GSSP italiani dal sito dell'ISPRA)
  • http://stratigraphy.org/GSSP/index.html (elenco dei GSSP e referenze del GSSP del Piacenziano dal sito dell'ICS - International Commission on Stratigraphy, parte della IUGS - International Union of Geological Sciences)
  • http://www.geo.uu.nl/sns/index.php?contentid=503 (descrizione del GSSP del Piacenziano dal sito della SNS - Subcommission on Neogene Stratigraphy, parte dell'ICS, ora reperibile al nuovo indirizzo http://www.sns.unipr.it/)
  • http://www.museogeologico.it/ (sito del Museo Geologico G. Cortesi di Castell’Arquato)
  • http://www.parchidelducato.it/page.asp?IDCategoria=320 (sito dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia Occidentale)
  • http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/aree-protette/parchi/stip (portale dei parchi della Regione Emilia-Romagna)
  • http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/geologia/divulgazione/geositi (portale dei geositi in Emilia-Romagna)
  • http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/geologia/divulgazione/pubblicazioni/opuscoli/il-piacenziano-luoghi-della-geologia-in-emilia-romagna (opuscolo on-line del geosito del Piacenziano)
  • http://www.parks.it/parco.stirone.piacenziano/index.php (portale dei parchi italiani, a cura di Federparchi, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Enti gestori delle aree protette)
  • http://www.piacenziano.it/it/index.php (sito del Piacenziano piacentino)