martedì 22 aprile 2014

Le eruzioni dell'Etna nell'opera di Orazio Silvestri (1835-1890). Il disegno come strumento per l'osservazione scientifica.


di Carmelo Monaco

 
 
Orazio Silvestri (Firenze, 1835- Catania, 1890), docente dell'Università di Catania, è stato un innovatore nel campo degli studi di vulcanologia in Italia; nella sua vita e nella sua carriera di scienziato, da Firenze a Catania, passando da Napoli e Torino, si è dedicato essenzialmente allo studio dei fenomeni eruttivi dell'Etna.

Sabato 14 Dicembre 2013 è stato presentato a Catania, presso la Biblioteca Regionale Universitaria, l’opera “Le eruzioni dell'Etna nell'opera di Orazio Silvestri (1835-1890). Il disegno come strumento per l'osservazione scientifica” (Edizioni Caracol, Palermo, 2013). L’idea di realizzare un volume sul grande vulcanologo dell’800 Orazio Silvestri nasce dall’incontro tra una discendente del ramo siciliano della famiglia, l’Architetto Tiziana Abate, un vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Dottor. Stefano Branca, e un docente di geologia dell’Università di Catania, il Professor Carmelo Monaco, tutti accomunati da una grande passione per il nostro vulcano e per la rappresentazione storica dei fenomeni naturali. Il libro trae spunto dalle pazienti ricerche condotte nel corso di diversi anni per la stesura della tesi di dottorato della Dott.ssa Abate e descrive la vita e la carriera dello scienziato, raccontando la nascita a Catania degli studi di vulcanologia, cioè di una disciplina che, nella seconda metà dell’Ottocento, arricchì gli orizzonti culturali di un ateneo catanese in gran parte ancora caratterizzato dall’attaccamento alla tradizione. Fondamentale è stato poi l’apporto multidisciplinare delle competenze vulcanologiche del Dott. Branca e geologico-strutturali del Prof. Monaco, che hanno consentito di inquadrare la ricerca nel contesto scientifico-naturalistico dell’epoca.



Grazie ai numerosi documenti inediti presentati nel libro gli autori hanno tentato di ricostruire in particolare il ruolo del disegno nell’attività scientifica di Orazio Silvestri quale procedimento privilegiato per lo studio del territorio etneo e, soprattutto, per la documentazione dei fenomeni connessi alle sue modificazioni sotto l’azione dei processi vulcanici. L’opera di Silvestri dimostra, infatti, che, proprio nel momento in cui la fotografia tenta di sostituire il disegno inteso come documento, maggiore è l’interesse per la rappresentazione grafica quale strumento esplorativo. In particolare, il contributo di Tiziana Abate, oggi ricercatrice presso l’École Pratique des Hautes Études (Sorbonne, Parigi), sulla figura dello scienziato Orazio Silvestri delinea i tratti umani salienti, in una sintetica biografia che prende le mosse da Firenze e individua nell’uso sapiente della rappresentazione iconografica lo strumento principale e più innovativo col quale il Silvestri descrive, analizza e comunica i fenomeni della vulcanologia e la struttura chimico-fisica dei materiali vulcanici. Il testo di Stefano Branca ci fornisce invece un quadro completo dell’attività eruttiva dell’Etna nella seconda metà del XIX secolo, grazie alla puntuale descrizione dei fenomeni fatta da Orazio Silvestri, al quale va ascritto anche il merito di avere per primo dato ad essi, con criteri scientifici, una collocazione temporale e territoriale ed una descrizione morfologica, nella misura in cui gli strumenti in uso a quell’epoca consentivano. Infatti, proprio durante il XIX secolo la rappresentazione dei fenomeni eruttivi inizia ad essere sistematicamente realizzata non più come semplice opera pittorica, bensì attraverso il rilievo topografico. Allo stesso modo il contributo di Carmelo Monaco sul terremoto di Bongiardo (Santa Venerina) del 17 giugno 1879, oltre a fornire una ricostruzione cronologica di tutte le informazioni pubblicate dal Silvestri sui fenomeni che hanno accompagnato l’evento sismico, opera un confronto tra quel terremoto e l’attività recente nell’area, sconvolta il 29 ottobre del 2002 da un analogo disastro naturale.

Questo libro ha il grande pregio di valorizzare il lavoro svolto da Orazio Silvestri durante la sua carriera scientifica, che fu traumaticamente interrotta dall’improvvisa morte avvenuta all’età di soli 55 anni, grazie al recupero di numerose opere, di cui alcune inedite, riguardanti le eruzioni dell’Etna della seconda metà del XIX secolo. Alcuni disegni, in particolare, costituiscono documenti di elevata bellezza artistica e di notevole importanza scientifica anche per i ricercatori di oggi. Il supporto a questo lavoro di recupero della memoria storica e scientifica di un illustre vulcanologo italiano, che durante la sua attività aveva sempre sostenuto e proposto la nascita di un osservatorio vulcanologico all’Etna, vuole rappresentare il forte legame di continuità con il suo progetto scientifico, nato presso l'Università di Catania e poi sviluppato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Le illustrazioni del libro rappresentano dei documenti di rara bellezza, in cui l'arte si fonde con la scienza per descrivere mirabilmente, lungo la seconda metà dell'Ottocento, la storia eruttiva dell'Etna, il vulcano che l'Unesco ha recentemente inserito nel patrimonio mondiale dell'umanità, definendolo come uno dei “più emblematici e attivi del mondo”.