venerdì 14 febbraio 2014

Anche i geologi hanno un cuore (che non è di pietra!): il Lago di Scanno

di Fabiana Console e
Marco Pantaloni


In una giornata particolare, che l'iconografia commerciale vuole dedicata all'espressione dei sentimenti, vi proponiamo la scoperta di un lago perfettamente integrato in un paesaggio naturale di eccezionale bellezza caratterizzato da un suggestivo profilo, perfetto per una escursione geologico-romantica.
In Abruzzo, tra i comuni di Villalago e di Scanno, nell'alta valle del Fiume Sagittario, si trova il Lago di Scanno incastonato fra splendide cime impervie dell'Appennino centrale, meta del turismo estivo ed invernale.
Il Lago di Scanno è uno dei laghi montani di origine naturale, posto a 930 m s.l.m., tra i più estesi in Italia: ha infatti una superficie media di circa 1 kmq e raggiunge nel momento di massima piena una profondità di 36 m. Da alcuni anni però è interessato da repentini ed evidenti fenomeni di abbassamento del livello delle acque, che in poche settimane può diminuire anche di oltre quattro metri. Dopo gli eventi sismici dell’aquilano dell'aprile 2009 il fenomeno di abbassamento del livello delle acque del lago sembra essersi notevolmente accentuato.

Osservato dal belvedere di Frattura Nuova il Lago di Scanno presenta la sua peculiare forma a cuore.

L’antico centro disabitato di Frattura Vecchia, invece, è posto sulla "frattura" del Monte Genzana; proprio da questa zona si è distaccata la frana che, precipitando a valle, ha ostruito il corso del Fiume Tasso originando il Lago di Scanno, che per questo motivo viene classificato come lago di sbarramento.
Nella letteratura scientifica questo evento di frana è noto con la denominazione di “frana di Scanno”, mentre localmente viene, più comunemente, chiamata “frana di Monte Genzana” o “frana di Frattura”.
L’area del Lago di Scanno è posta nel cuore dell’Appennino centrale, in pieno dominio di piattaforma carbonatica laziale -abruzzese. Ricade nell’area del foglio geologico 378 Scanno in scala 1:50.000, realizzato dal Servizio Difesa del Suolo della Regione Abruzzo e dal Servizio geologico d’Italia e disponibile alla consultazione sul sito web dell’ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/378_SCANNO/Foglio.html)


Stralcio del foglio geologico 378 Scanno della
Carta geologica d'Italia alla scala 1:50.000 (sito ISPRA)

Dall'analisi della carta geologica è perfettamente visibile l’area di distacco del corpo di frana, profondamente segnata da un fitto reticolo di faglie che insistono su unità calcarenitiche bioclastiche paleogeniche (CFR1) deposte i facies di rampa carbonatica e scarpata e su calcareniti cretaciche in facies di scarpata-bacino.
Ai piedi del versante l’imponente accumulo caotico di grossi blocchi calcarei con matrice più o meno abbondante (AVMa1), perfettamente visibile percorrendo la strada statale 479. Il lago è impostato sul complesso torbiditico laziale-abruzzese del Miocene superiore.
La zona di accumulo della frana ai piedi del versante del Monte Genzana.
Sullo sfondo la nicchia di distacco e l'abitato di Frattura Vecchia.

Numerosi anni di studi dedicati alla datazione dell’evento hanno condotto i ricercatori a stabilire che l’evento franoso causa dello sbarramento del corso del Fiume Tasso e della formazione del lago è datato tra 12.820 e 2.200 anni fa. Recenti studi, basati su dati di natura archeologica, portano a 3000 anni fa la data più prossima.


Vogliamo qui ricordare che la zona di Scanno venne studiata, alla fine dell’800, da uno dei più illustri geologi dell’epoca, Michele Cassetti, che pubblicò i risultati dei suoi “Rilevamenti geologici eseguiti l’anno 1899 nell’alta valle del Sangro e in quelle del Sagittario, del Gizio e del Melfa” nel vol. 31 del Bollettino del R. Comitato Geologico d’Italia” pubblicato nel 1900.


Per saperne di più:
  • Angelo Caranfa (2010) - Contributo per una datazione della frana di Monte Genzana e del Lago di Scanno. Rivista abruzzese, LXIII, n. 2, aprile-giugno: 141-146; e n. 3, luglio-settembre: 250-254.
  • Bianchi Fasani G., Cercato M., Esposito C, Petitta M. (2005) - Il Lago di sbarramento di Scanno: considerazioni riguardo alle condizioni di stabilità. Il Giornale di Geologia Applicata, vol. 2, n. 1-6: 45-50.
  • Cassetti M.(1900) - Rilevamenti geologici eseguiti l’anno 1899 nell’alta valle del Sangro e in quelle del Sagittario, del Gizio e del Melfa. Bollettino del R. Comitato Geologico d’Italia, vol. 31, n. 3: 255-277.
  • Nicoletti P. G., Parise M., Miccadei E. (1993) - The Scanno rock avalanche (Abruzzi, south-central Italy). Bollettino della Società Geologica Italiana, vol. 112, fasc. 2, pp. 523-535.