venerdì 6 dicembre 2013

“Le vite degli altri”. Storia e memoria delle discipline scientifiche in Italia

di Alessio Argentieri

In occasione del primo anniversario dell’istituzione della Sezione di Storia delle Geoscienze della Società Geologica Italiana, che ricorre il 7 Dicembre, vogliamo condividere con chi ci legge alcune riflessioni sui principi ispiratori della nostra iniziativa, prendendo in prestito il titolo di un film.

La geologia italiana, pur essendo più giovane di altre discipline fisiche e naturali, vanta una lunga tradizione, come più volte ricordato. Ciò nonostante, tra i cultori delle geoscienze sembra mancare ad oggi una consapevolezza dell’importanza della propria tradizione, mentre negli ambiti affini (scienze della vita, fisica, discipline tecniche) tale convinzione risulta pienamente maturata. Andando a curiosare tra “le vite degli altri”, osserveremo infatti come la storia dei singoli settori scientifici sia attentamente curata all'interno delle rispettive comunità nazionali.

In primo luogo nella Medicina, con cui la geologia italiana condivide diversi capostipiti- come Ulisse Aldrovandi, Antonio Vallisneri, Michele Mercati, Giuseppe Balsamo Crivelli, Lazzaro Spallanzani, Tommaso Catullo, Giuseppe Meneghini- i quali, formatisi come medici, ampliarono i propri orizzonti anche nel campo dell’inanimato. Un percorso inverso rispetto a quello di Charles Darwin che, costretto dal padre ad iscriversi alla Scuola di Medicina dell'Università di Edimburgo, abbandonò nel 1827 questi studi, nauseato dalle pratiche di dissezione dei cadaveri, per dedicarsi a quelli che lo portarono a rivoluzionare le sorti delle scienze naturali.
Per coltivare la tradizione della medicina italiana fu fondata nel 1907 a Perugia- su iniziativa di Domenico Barduzzi e con il sostegno di Guido Baccelli, medico e Ministro del Regno- la Società italiana di storia critica delle scienze mediche e naturali. Nel 1956 l’istituzione fu ribattezzata Società' Italiana di Storia della Medicina (SISM), denominazione che tuttora mantiene; pubblicazione societaria, edita sin dalle prime fasi, è la “Rivista Italiana di Storia della Medicina”. Anche grazie all'opera della SISM, oggi nei corsi di laurea delle Facoltà mediche delle Università italiane è sistematicamente prevista, seppur come insegnamento complementare, la storia delle scienze mediche.



Restando nel campo delle Scienze della vita, è di recente istituzione la Società Italiana di Storia, Filosofia e Studi Sociali della Biologia e della Medicina (BIOM), fondata nel 2009 a Reggio Emilia; tra i suoi obiettivi la “valorizzazione di tali campi disciplinari nell’ambito scientifico, accademico e civile” e “tutelare l’insegnamento della storia, della filosofia e degli studi sociali della biologia e della medicina nelle istituzioni universitarie e di insegnamento superiore”.



L’importanza della Fisica nella cultura italiana del Novecento è indiscussa e pienamente riconosciuta, come illustrato da Carlo Bernardini nel suo saggio pubblicato nel 1999. Basti pensare come in ogni città d’Italia ci sia una scuola intitolata ai padri della fisica moderna, in primis ad Enrico Fermi (senza alcuna polemica sulle possibili ombre della sua figura scientifica).
Un ruolo importante in questo processo socio-culturale si può attribuire alla Società Italiana di Fisica, nata nel 1897 nell'éntourage della rivista “Il Nuovo Cimento”, su impulso del suo primo presidente Pietro Blaserna (capostipite della scuola romana che fu protagonista dei progressi scientifici del XX secolo). Tra le riviste edite dalla SIF vi sono i "Quaderni di Storia della Fisica", pubblicati in italiano o inglese senza fissa periodicità ed abbinati al “Giornale di Fisica”.


Anche tra le discipline tecniche non mancano esempi di cura della propria tradizione.
L’Associazione Italiana di Storia dell’Ingegneria (AISI), fondata nel 2004, persegue la promozione dello studio e della diffusione della Storia dell’Ingegneria in tutti i suoi aspetti, dall'antichità ai nostri giorni. Nel prossimo Maggio 2014 l’AISI celebrerà a Napoli il suo Quinto Convegno Nazionale. 


E finalmente veniamo a noi.
A Dicembre 2012 la Società Geologica Italiana (associazione di tradizione più lunga di quelle sinora citate) ha istituito la Sezione di Storia delle Geoscienze, allineandosi ai virtuosi esempi di altre discipline. L’iniziativa è ad oggi garibaldina, volontaria, senza risorse umane né finanziarie dedicate, e volutamente non elitaria, senza però trascurare il rigore scientifico. Questo spirito è noto ai seguaci di GEOITALIANI, un gruppo per fortuna in progressiva crescita e che annovera con soddisfazione tra i suoi fedelissimi molti non geologi, di cui ci auguriamo un sempre maggior coinvolgimento. Ancora molto c’è però da fare, soprattutto all'interno della comunità geoscientifica…

Per concludere, una constatazione provocatoria, seguita da un interrogativo che contiene però un implicito auspicio per il futuro.
Oggi il peso delle geodiscipline tecniche e scientifiche nella società italiana è forse in crescita, ma assai limitato rispetto alle altre categorie. Molti geoscienziati e tecnici compaiono frequentemente nei mezzi di comunicazione in occasione di eventi calamitosi di varia natura, che malauguratamente abbondano ogni anno nel Bel Paese, dando luogo a dirette televisive con più audience di una finale di Champions League. La crescente notorietà della nostre figure professionali (anche se purtroppo, nella storia remota e recente, non sempre come esempi positivi) è comunque un fattore importante, ma l’incisività della “lobby geologica” nelle scelte strategiche nazionali è ancora irrilevante.
Sarà un caso se tra gli ultimi Senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica quest’anno ci sono un fisico nucleare, un architetto, una neurobiologa, ma nessun geoscienziato?

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