martedì 19 novembre 2013

Il carciofo di Sonnino

di Marco Pantaloni


Il Carciofo di Sonnino (o “La Cattedrale”):
sullo sfondo il caratteristico paesaggio carsico
della piana di Campo Soriano.
(Immagine tratta da www.parks.it)
Pochi chilometri a nord-est di Monte Circeo, a sud di Roma, in provincia di Latina, si sviluppa il Piano carsico di Campo Soriano; si tratta di una vasto altopiano, posto a una quota di 300 m, larga circa 300 m e lunga 3 km.
Quest'area, che si estende per 974 ettari, rappresenta il primo Monumento Naturale istituito nel Lazio, con la Legge Regionale n.56 del 1985; dal 2000 è entrato a far parte del Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi ed stato approvato il regolamento di gestione, la quale è attualmente affidata al comune di Terracina, posto nelle immediate vicinanze dell’area.
La più significativa caratteristica del luogo è la presenza, nell’altopiano di chiara origine carsica, di alcuni imponenti monoliti calcarei unici, addirittura, nell’intero bacino mediterraneo.
Il più imponente tra tutti si trova nella zona centrale della piana ed è denominato “Rava di San Domenico” o “La Cattedrale”; più prosaicamente, i locali hanno sempre chiamato questa magnifica struttura con il nome di “Carciofo di Sonnino” a causa della somiglianza del monolite con il cardo Cynara cardunculus. Questo monolite misura circa 15 metri d’altezza ed è costituito da una serie di pinnacoli calcarei che si innalzano verso l’alto dando realmente l’impressione di guglie.


Il nome scientifico per queste strutture carsiche è hum, termine di origine serbo-croata che indica i rilievi calcarei residuali sul fondo delle polje non ancora demoliti dalla corrosione carsica marginale. L’intensa e continua attività erosiva e corrosiva dell’acqua meteorica, e la contemporanea presenza di un fitto reticolo di fratture presenti nell'ammasso roccioso calcareo, nel tempo ha causato un lento ma progressivo ampliamento delle vie di scorrimento, arrivando a suddividere gli originari affioramenti calcarei in blocchi, talvolta di grosse dimensioni. Il fenomeno di formazione degli hum è tipico del cosiddetto “carsismo tropicale”, piuttosto raro in Europa.
Notevoli dal punto di vista scientifico e paesaggistico sono le tipiche forme carsiche, tutte perfettamente visibili nel piano di Campo Soriano: doline, karren, inghiottitoi, grotte. Di quest’ultimo tipo sono degne di nota quelle denominate “Chiaviche” che hanno dislivelli di oltre 100 metri.
Associate a queste mesostrutture sono ben riconoscibili forme di microcarsismo: scannellature, docce, vaschette di dissoluzione.


Stralcio del foglio 159 Frosinone della Carta geologica d’Italia in scala 1:100.000
 (Tratto dal sito web del Servizio geologico d’Italia – ISPRA)

Dal foglio 159 Frosinone della Carta geologica d’Italia in scala 1:100.000, pubblicato nel 1929 dal Servizio geologico d’Italia, rilevato da C. Viola e P. Moderni, riveduto e completato da M. Grossi, nell'area risultano affioranti Calcari con fossili del Turoniano (Rudiste: Hippurites cornuvaccinum, Radiolites socialis, ecc.).
Splendidi esemplari di rudiste e bivalvi sono ben visibili nei numerosi affioramenti calcarei che si rinvengono lungo il sentiero che circonda il Monte Cavallo Bianco.


I terreni delimitati dagli hum sono sede di una intensa attività agricola, che sfrutta il suolo costituito da fertili terre rosse; degna di nota è la produzione del vino moscato, tipico della zona.

La piana di Campo Soriano rappresenta, quindi, uno spettacolare laboratorio all'aperto per lo studio dei fenomeni carsici oltre che un sito importante per la tutela del patrimonio geologico e geomorfologico.


Per saperne di più: