sabato 22 giugno 2013

I geoscienziati nell’odonomastica della città di Roma - 2 parte

LUOGHI DELLA MEMORIA E MEMORIA DEI LUOGHI

di Alessio Argentieri

La periferia: Pietralata e Collina Lanciani


Altro settore cittadino in cui si snoda il nostro percorso è il quartiere Pietralata.
L’area, in sinistra idrografica del basso corso del Fiume Aniene, sin dall’epoca romana fu interessata da attività estrattive.
Agli inizi del secolo XX l’area costituiva una borgata rurale, ma intorno agli anni ’20 iniziarono a svilupparsi i primi insediamenti industriali nei pressi della Via Tiburtina. Pochi anni dopo, a partire dal 1924, iniziò in questa ed in altri settori dell’Agro Romano la costruzione delle “borgate ufficiali”, con modestissime case prive di servizi igienici e di acqua corrente: l’edilizia popolare doveva ospitare i residenti delle zone del centro storico sfollati dai fabbricati destinati alla demolizione per interventi di trasformazione urbanistica della Capitale.
E’ proprio nella borgata di Pietralata, realizzata tra il 1935 e il 1940, che Elsa Morante ambientò la prima parte de La Storia, descrivendo con tragico realismo il disagiato contesto sociale delle classi meno abbienti nell'epoca fascista. L’area, ricadendo nella zona di esondazione del vicino Aniene, era soggetta frequenti allagamenti. Una seconda fase di trasformazione di questa periferia metropolitana si avrà negli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, quando da suburbio viene ridefinita quartire. Ma è soprattutto verso la fine degli anni Settanta, durante la gestione del sindaco Luigi Petroselli, che politiche di urbanizzazione più razionali porteranno al recupero e riassetto di Pietralata.


Qui “memoria dei luoghi” e “luoghi della memoria” si interfacciano reciprocamente. Memoria dei luoghi perché le vie più antiche, quelle della vecchia borgata, prendono il nome da materiali di origine minerale o vegetale, a testimonianza dell’antico uso del territorio: oltre a via delle Cave di Pietralata e via dei Monti di Pietralata, troviamo gli odonimi Alabastro, Antracite, Ardesia, Botticino, Carbonio, Cottanello, Diaspro, Lignite, Magnetite, Peperino, Pietra Sanguigna, Quarzo, Torba, Trachite e Tufo.





La vicina “Collina Lanciani”, settore di più recente edificazione, è invece un luogo della memoria dei “geoitaliani”.
Le vie sono infatti dedicate a studiosi di geologia, geofisica, vulcanologia e paleontologia attivi tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo: Piero Aloisi, Carlo Amoretti, Vincenzo Barelli, Luigi Bombicci, Mario Canavari, Giovanni Capellini, Giuseppe Checchia Rispoli, Balsamo Crivelli, Giulio Curioni, Antonio D'Achiardi, Cosimo De Giorgi, Achille De Zigno, Ramiro Fabiani, Gaetano Giorgio Gemmellaro, Giuseppe Gioeni, Michele Gortani, Bernardino Lotti, Alessandro Malladra, Carlo Perrier, Giovanni Penta, Leopoldo Pilla, Emilio Repossi, Federico Sacco, Giuseppe Seguenza, Angelo Sismonda, Giuseppe Stefanini, Matteo Tondi, Gustavo Uzielli, Carlo Maria Viola, Ferruccio Zambonini.